

SPELLO Spello si trova a metà strada fra Assisi e Foligno, adagiata sulle ultime propaggini del Monte Subasio, a dominare la fertile pianura sottostante. Vanta origini numerosi resti romani, e oggi è famosa per la manifestazione delle Infiorate, che coinvolge tutta la cittadinanza e attira gni anno moltissimi turisti, che ammirano gli stupendi colori dei fiori della zona, adagiati sulle antiche strade cittadine per rappresentare motivi sacri e non solo.
I primi insediamenti
nella zona furono molto probabilmente umbri, tuttavia si hanno notizie
certe della città con il nome di Hispellum. Dopo la guerra
di Perugia, nel 41 a.C., Ottaviano occupò e distrusse la città
perchè era stata fedele ad Antonio. Negli anni seguenti fu
rifondata con il nome di Colonia Julia Hispellum e divenne uno dei
centri più importanti dell'Umbria. Ne sono testimonianze le
mura romane, di epoca augustea, una delle poche fortificazioni antiche
rimaste in Italia, su cui si aprono cinque porte: la Porta Consolare,
a tre fornici, Porta Venere, affiancata dalle torri di Properzio,
dodecagone, Porta di San Sisto, Porta Chiusa, che venne tamponata
nel Medioevo e Porta Urbica. Con òl'avvento del Cristianesimo,
la città divenne uno dei pricipali luoghi di culto della regione,
e Costantino vi fece costruire un tempio dedicato alla gens Flavia.
La città divenne molto importante anche grazie alla vicinanza
con la via Flamia, importante arteria di comnicazione tra Roma e il
nord dell'Italia. Con la caduta dell'impero romano la città
subì saccheggi e devastazioni: venne invasa forse da Attila,
dai Got di Totila e dai Longobardi. Nel basso medioevo la città
si ridusse rispetto alla cinta muraria romana, concentrandosi sulla
cima del colle, e solo negli anni tornò a occupare tutta l'antica
cinta muraria. Le mura erano ancora quelle di epoca romana, ricostruite
solo in alcni punti. Nel XII secolo si fornò un comune, che
venne tuttavia flagellato da lotte intestine, probabilmente fomentate
dalle vicine città di Perugia e Foligno. Fu fedele all'imperatore,
ma poi se ne staccò, tanto che Federico II la devastò
e distrusse. Nei secoli successivi fece parte della signoria dei Baglioni
di Perugia, poi dei Visconti e dei Montefeltro fino ad essere assoggettate
definitivamente allo stato delle Chiesa nel 1583.
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